SBallottati

Secondo turno delle Amministrative 2016 concluso e panorama disvelato: né bello né sereno, ma chiaro e giusto.
Il futuro globale, ingovernabile e senza ordine, passa dai gangli internazionali rappresentati dalle Città e il nostro piccolo giardino assume un valore particolare.
Vince chi in questo momento (importante l’intorno temporale) rappresenta il cambiamento. Reazione e Immagine sono i vettori di questo appuntamento e, perchè no, di tutti quelli che abbiamo conosciuto e visto. Non si tratta di una rivoluzione, ma di un modello sempre uguale a se stesso: vince chi appare giusto per scalzare quella posizione, in quel momento.
Vince con forza dove il disastro è palese (Roma), il declino sensibile (Torino), lancia un segnale di preallerta (Bologna), si arrende al deserto (Napoli), si ferma davanti ad una stagione di raccolto (Milano, it’s the economy, bamba). Cinque città per comodità cronicistica e mediatica: grandi per il campione e situazioni replicate in tutte le realtà protagoniste (Trieste, Varese, Pordenone, Cagliari…).
Quindi una reazione abbinata strettamente ad una immagine: un legame indissolubile nella democrazia occidentale contemporanea che porta sugli altari e abbatte i leader, veri punti di accumulazione/dispersione del consenso e del progetto politico (in seconda fila, poco importante, dietro al messaggio/racconto/confezionamento politico).
Il Movimento 5 Stelle si trova in questo momentum (ritorna l’importanza dell’intorno temporale) ed inizia ora a giocare veramente in questo panorama ed entra nel Sistema: partita apertissima in traiettoria più alta.
Rigori tirati in porte spalancate verso gli avversari in un campo tripartito delle realtà in competizione. Un “proviamo” mai negato a nessuno.
Un Partito Democratico in regressione culturale, con un leader indebolito ma centrale che già rappresenta il sistema da tirare giù dall’altare alla velocità a cui ci stiamo abituando, ormai prassi. Colpito, ma la guerra non è mai lampo.
Un accrocchio a destra non sa che strada percorrere risultando strabico, alterna fortune a disfatte perchè non sa/vuole leggere ciò che gli sta intorno. Il vero anello debole, ma che ha una sua forza sotterranea inespressa. Gioca alla sola reazione (e in caso di sconfitta alimenta quella altrui, leggasi M5S, non essendone ricambiata), mancando della più completa immagine. Un muro da abbattere con la ruspa al fine di ricostruire con una gru che porti in alto.
Il resto oltre a questi vettori non è importante, anche se auspicato (rimanendo però sempre nei gruppi ristretti che queste domande provano a farsele, spesse volte risultando miopi pur pensando di non esserlo).
Un po’ sballotati… per adesso.

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