Austria(n) First round

In Austria si stanno tenendo le elezioni che indicheranno il prossimo inquilino della Hofburg viennese, il Presidente della Repubblica.
Non sono elezioni per il Governo (il ruolo del Presidente della Repubblica è principalmente di tipo cerimoniale), ma sono indicative dello stato politico del confinante paese europeo.
Il Partito della Libertà Austriaco ottiene con la candidatura di Norbert Hofer il miglior risultato dalla Seconda guerra mondiale in un’elezione nazionale.

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I rappresentanti dei partiti “storici” e tradizionali dell’asse politico europeo, popolari e socialisti, sono stati relegati in fondo e non accederanno al ballottaggio.
Questo fatto è un ulteriore tassello del cambiamento del panorama europeo. Il mondo cambia velocemente e la politica lo insegue con delle sintesi sincrone.
La spiegazione non è riassumibile sono nei temi che la campagna elettorale ha previsto (immigrazione in primis): questi sono solo la miccia che muove emotivamente l’elettorato, in un mondo in cui la spinta più visibile è ascrivibile al sentimento in risposta agli stimoli nella società.
Il tutto ha un retaggio antico e che si sta inserendo profondamente nel sentimento europeo, guidandolo. Lo abbiamo affrontato e lo affronteremo in altri luoghi, ma la cronaca austriaca rafforza il concetto.
Norbert Hofer è il principale autore del programma politico del FPOE siglato a Graz nel 2011 e intitolato “Austria First”. Ovviamente non si è soliti analizzare la parte ideologica delle forze politiche proprio perchè vengono discusse solo in fase elettorale, apice di un percorso che parte da elaborazioni e idee enunciate.
Come è noto l’autore di questi appunti ha una visione che è lontana dagli estremismi che portano ad una destra antiglobale e contro il mercato. Lo stesso FPOE accenta pericolosamente questi concetti in campagna elettorale. Toni (analfabeti) fatti propri da uno scimmiottamento italiano che manca di una base del genere e che quindi rende la ancora impotabile elettoralmente e ci chiama all’urgenza della creazione dell’alternativa reale.
Di fronte però agli altri candidati (opzionabili come i moderati popolari), la scelta non poteva vertere se non su di loro proprio partendo dal documento ideale che rende la formazione politica buona e votabile a differenza di una compagine moderata che persiste nello status quo. Qui un estratto da “Austria First” che rientra completamente in un quadro di destra apprezzabile:

The freedom, security, peace and welfare of Austria and its people are the guidelines and the benchmarks for our actions as a social, meritocratic and patriotic Austrian political force.
We are committed to freedom and responsibility of the individual and the community, to democracy, to liberty and the rule of law, to the principles of the market economy and to social justice.
We are committed to Austria’s right to self-determination and to preserving and protecting our view of mankind and society that has matured in our traditions and in our history.
The sovereignty and freedom of our homeland open us up to the world. Our foreign policy must be driven by humanitarian responsibility, self-awareness and preserving the security as well as the economic and cultural interests of Austria and its citizens throughout the world.

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